Descrizione
In un vagone del treno, nel tratto Roma-Milano, mentre attraversiamo le verdeggianti colline toscane, un’impulso accende il nostro desiderio di far emergere qualcosa che ci sta stretta nel cuore.
Quella mostra di Chagall che ci ha condotte ad affrontare questo viaggio lasciando bambini e mariti ai loro destini, il senso di libertà prodotto dalla circostanza, hanno generato il “Baule dell’Artista”.
Quante cose possono essere contenute in un baule, proprio come si faceva una volta prima di affrontare un lungo viaggio? Si raccoglievano tutte le cose più care e svariate e si partiva….
Allora il simbolo non poteva che racchiudere tutto il nostro pensiero: fornire l’occasione a bambini e ragazzi di cercare e far propri gli strumenti per sperimentare, giocando, il linguaggio dell’arte nelle sue molteplici forme.
PERCHE’ BAULE DELL’ARTISTA
Ecco quindi un luogo fantastico per contenere le “Arti visive”, il “Teatro verità”, la “Danza Creativa” e quindi le immagini, le azioni, i suoni, la musica e le parole; elementi che per il timbro, il volume, il ritmo, e la densità che li caratterizzano, formano il bagaglio personale di ognuno di noi.
Il nostro “contenitore”, posto virtualmente al centro dei Laboratori, non sarà mai pieno in quanto sempre pronto ad accogliere ogni stimolo, strumento o suggerimento esterno portatore di novità.
IL METODO
Cos’è quindi per noi l’arte? E’ la capacità di seguire l’impulso che abbiamo dentro e farlo emergere. Come? Improvvisando una scena, creando un’immagine, elaborando un pensiero, senza porsi troppe domande ma lasciandosi andare all’impulso, proprio come si fa da bambini.
Aiutiamo quindi i bambini, compreso quello che è in noi, a non perdere la memoria plurisensoriale e consentiamogli di lasciar emergere quel che c’è nella sua mente: non potremo che stupirci!
L'ISPIRAZIONE DEI LABORATORI
Per l’aspetto artistico-espressivo ci rifacciamo all’insegnamento di Bruno Munari, un artista a 360° del ‘900 che ha fatto della sperimentazione una filosofia artistica, ritenendo che la creatività ha bisogno di partire da dati conosciuti, regole fondamentali per l’uso delle tecniche che, una volta acquisite, ognuno potrà utilizzare per esprimersi.
Per l’aspetto espressivo-corporale il riferimento è a Stanislavskij, maestro dell’inizio del ‘900, nato in Russia e vissuto nel periodo dei fermenti culturali ed espressivi più caldi della storia recente, che propose il teatro come ricerca basata sulla verità, senza indicare metodologie espressive ma trovando ciò che già nasce in ciascun soggetto che desidera scoprirsi.
Per la danza le artiste ispiratrici sono due; in primo luogo Isadora Duncan, che fece della danza la sua ragione di vita partendo dal movimento spontaneo nato dall’ascolto profondo della musica, lasciando quindi che fosse questa a muovere il corpo e non viceversa; poi Maria Fux, danzatrice, coreografa e danzaterapeuta argentina secondo cui la danza è una forma creativa, espressiva.


